Spiaggia del Navagio, Grecia d’incanto

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Spiaggia del Navagio, Grecia © Sokoban

Spiaggia del Navagio, Grecia © Sokoban

Dalla terrazza sospesa dell’isola di Zante, il mio sguardo cade nel vuoto e finisce là. Là dove milioni di ciottoli, sassolini e sabbia bianca formano la spiaggia del Navagio – una tra le più fotografate della Grecia e del mondo intero.

Per goderne la vista, sfidando le vertigini, ho camminato la passerella panoramica sul lato nord occidentale di quest’atollo: 407 chilometri quadrati gettati nel mar Ionio, nell’arcipelago delle isole Ionie, non lontani dalle coste del Peloponneso.

È lì che si trova la spiaggia del Navagio: circondata dalla rocce che la proteggono e la cingono come una corona, ha davanti a sé l’azzurro tenue delle acque che declinano nel blu elettrico grazie a sorgenti termali sulfuree.

Vista da quassù è una cartolina dipinta dalla natura. Solo qualche barca ne “sporca” l’idillio – soprattutto quando alcune persone cercano di raggiungerla a nuoto per poi lasciare impronte e rifiuti.

Vogliono vedere da vicino il relitto della MV Panagiotis, la motonave naufragata qui la notte del 1° ottobre del 1980. È proprio a lei che si deve la formazione e il nome della spiaggia del Navagio.

La nave cargo si è arenata in una secca del fondale: cosicché la risacca causata dalla sua presenza ha accumulato materiale sabbioso e ha creato una riva bianchissima, prima conosciuta come Agios Georgiou Sta Gremna.

Il nome di spiaggia del Navagio è conseguente all’incidente: la parola significa infatti naufragio. Un naufragio che gli abitanti di Zante ancora ricordano come fosse ieri. Dicono che per giorni hanno visto uscire dalla stiva sventrata della Panagiotis stecche e pacchetti di sigarette.

Sembra infatti che la motonave fosse un’imbarcazione di contrabbandieri ellenici che trasportava materiale non autorizzato e tentasse di sfuggire ai controlli delle autorità greche.

Oggi è lì, sulla spiaggia del Navagio, rudere ruggine a ricordare quella notte quando il suo naufragio ha creato nel tempo una rada unica e bianchissima – attrazione unica e impareggiabile.

Per approfondire:
Wikipedia

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