Pylos, la Baia di Navarino

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Pylos, Grecia © StamatisGR

Pylos, Grecia © StamatisGR

Nel sole della Messenia, Platia Trion Navarhon è riverbero soffocante d’asfalto e pietra lastricata. Il cuore di Pylos è caldo vivo, e neanche il vecchio platano al centro della piazza riesce ad attenuarlo con la sua ombra timida.

Solo dai colonnati dei caffè intorno, con i loro tavolini colorati pieni di bibite ghiacciate, si può vedere il centro di questa cittadina elegante sorta su una dei più bei porti naturali della Grecia: la Baia di Navarino.

Proprio lì di fronte c’è il monumento in onore dei tre ammiragli che sconfissero i turchi e gli egiziani di Ibrahim Pasha nella battaglia navale combattuta qui il 8 ottobre 1827. I nomi di Sir Edward Cordington d’Inghilterra, Chevalier de Rigny di Francia e Login Petrovich Geiden di Russia sono incisi nella memoria di Pylos.

Intorno alla piazza spiccano edifici neoclassici, costruiti nell’epoca di Capodistria. Su Megalos Dromos (la strada di Re Costantino), l’edificio che risalta di più è l’attuale municipio di Nauplia – nel 1833 ospitò la prima scuola superiore di Grecia per ordine del re Ottone.

Lì vicino si trova la prima farmacia della Grecia un tempo di proprietà dell’italiano Vonifatio Vonafin – l’uomo che imbalsamò il corpo di Ioannis Kapodistrias, il governatore greco assassinato. L’esercizio operò a Pylos dal 1828 sino al 1972.

Anche Dimitrios Ypsilantis, capo dell’esercito regolare del Peloponneso, ha il suo monumento nel cuore di Platia Trion Navarhon. Il militare prese parte all’assedio di Nauplia e Argo e alla battaglia di Dervenakia. Morì a Nafplio nel 1832.

Appena dietro la statua di Ypsilantis, c’è quella dedicata a re Ottone: fu eretta nel 1995 in riconoscimento dell’amore del re per la Grecia, nonostante il suo comportamento autocratico. E Pylos ha voluto ricordarlo così.

Lasciata la piazza principale della città si incontra il museo Antonopouleion dove sono conservati i reperti della battaglia di Navarino e i resti archeologici della regione della Messenia.

Poco oltre si trova la chiesa metropolitana di Pylos dedicata a Agios Georgios (San Giorgio). Venne costruita agli inizi del XVI secolo come basilica a cupola dai veneziani nel periodo in cui dominavano la zona.

Durante la successiva occupazione turca, l’edificio venne trasformato in moschea e poi di nuovo in chiesa al ritorno della Serenissima. Al suo interno c’è un affresco che raffigura l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e il trono scarlatto su cui sedeva re Ottone durante la messa.

Proseguendo verso la fortezza di Methoni si incontra il Neo Kastro, l’altra attrattiva storica di Pylos. Costruito dai turchi nel 1572, il castello nuovo è oggi baluardo visitabile: si può camminare sui bastioni sovrastati da grandi arcate, lunghe un chilometro e mezzo.

Nei secoli XVIII e XIX, il maniero servì da prigione e il suo spazio interno venne diviso in cortili stretti, separati da mura altissime. Oggi sono state abbattute per restaurare il Neo Kastro e farne un museo di archeologia subacquea.

La fortificazione come tutta la città è circondata da colline colme d’ulivi e da strade strette che le attraversano. Seguendole si raggiunge il crinale su cui si trovano i resti del palazzo di Nestore: da lassù il saggio re citato da Omero guardava la baia di Navarino e l’antica Pylos.

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