Palazzo di Nestore, Grecia omerica

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La sala del trono del palazzo di Nestore © Andrea Lessona

La sala del trono del palazzo di Nestore © Andrea Lessona

Sulla collina di Epanò Englianos i ruderi del palazzo di Nestore guardano l’orizzonte fitto di ulivi e ricordano la saggezza e la gloria del loro re, resa immortale da Omero nell’Odissea.

Resti antichi vinti dalla Natura e restituiti dal tempo raccontano del periodo miceneo quando il Peloponneso era zona ricca e prospera della Grecia, e il sovrano un ospite d’eccezionale generosità.

Oggi, il palazzo di Nestore è uno dei luoghi storici più importanti della Messenia: fu scoperto nel 1939 dall’architetto statunitense Carl William Blegen (1887-1971). Gli scavi condotti con tecniche moderne iniziarono però solo nel 1954 a Seconda Guerra Mondiale finita.

A soli 17 chilometri dll’attuale città di Pylos, gli archeologi portarono alla luce i resti di una antica reggia, costruita sui resti di strutture precedenti, che coincide cronologicamente con il racconto di Omero. Nell’Odissea il poeta greco “canta” dell’arrivo di Telemaco al palazzo di Nestore.

Il giovane è alla disperata ricerca del padre e viene accolto dal sovrano con tutti gli onori: rifocillato e lavato addirittura dalla figlia del re, Policasta, gli viene messo a disposizione un cocchio per andare a Sparta da Menelao.

Di certo il figlio di Ulisse deve essere stato ricevuto nel megaron, la sala del trono. È una delle zone visitabili del complesso e in passato il cuore del palazzo di Nestore cui si accede attraverso una serie di tre atri monumentali.

Da qui si allineano in perfetto ordine ambienti una volta destinati a magazzini e abitazioni. Nella parte anteriore della struttura si trova il famoso archivio di tavolette scritto in lineare B, la forma più antica di greco.

L’ala meridionale del palazzo di Nestore conserva i resti dell’appartamento della regina dove è stata scoperta una tinozza da bagno in terracotta – elemento che coincide con la narrazione omerica.

Le mura del complesso sopravvissute sono alte circa un metro. In origine erano rivestite per la metà in legno con le parti superiori di mattoni cotti uniti da travi verticali e orizzontali. L’interno era decorato da fini affreschi.

Questo testimonia l’importanza del palazzo di Nestore e la forza del suo sovrano che durante la guerra di Troia inviò il secondo contingente militare più numeroso con le “novanta navi nere”.

Appena fuori dal parcheggio sulla strada che porta alla reggia si può vedere una tomba a tholos. È il tipico esempio di monumento funerario a cupola che risale alla tarda età del bronzo.

Poi camminando nel caldo soffocante del Peloponneso, si arriva al palazzo di Nestore: e mentre dalla collina di Epanò Englianos si guarda l’orizzonte disteso di ulivi fitti, si ascolta l’eco della storia raccontare le gesta degli antichi eroi greci.

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