Mulini a vento di Mikonos, soffio dell’Egeo

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Sulle coline di Mikonos, un filare di mulini a vento tratteggia l’orizzonte azzurro: grandi pale di legno sovrastano i vecchi tetti in paglia che coprono le antiche mura intonacate di bianco.

Per circa quattrocento anni, le strutture che ho davanti sono state indispensabili per l’economia di quest’isola greca delle Cicladi. Realizzate nel XVI secolo e alimentate da venti in burrasca, macinavano grano che veniva poi esportato in Grecia come nel resto del mondo.

Mykonos muliniDei 16 mulini a vento originali, oggi ne rimangono solo sette. Uno di loro – il Boni – è stato trasformato in un museo.

Per sentire raccontare la sua storia, così come quella dei suoi simili, ho seguito il sentiero che dal porto conduce alle colline.

Qualche minuto zigzagato tra le stradine dell’isola, e sono arrivato quassù da dove si gode una vista unica.

Respirato lo iodio che sale dall’Egeo intorno, entro nel piccolo spazio adibito a memoria.

Qui dentro ci sono mostre che tutti i giorni raccontano gratis i mulini a vento e come sono stati realizzati.

Lo fanno sia in greco sia in inglese, spiegando a me come agli altri presenti stretti a sé il ruolo chiave di Mykonos nelle rotte commerciali.

Fotografie dettagliate dicono delle altre strutture a fianco: istanti fermati su carta per imprimere negli occhi quello che si può vedere a pochi passi da qui, sulle colline di quest’isola greca delle Cicladi.

Un filare di mulini a vento che tratteggia l’orizzonte azzurro: grandi pale di legno che sovrastano i vecchi tetti in paglia e che coprono le antiche mura intonacate di bianco.

Per approfondire:
Wikipedia

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