Fortezza di Methoni, la sentinella greca dello Ionio

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La Fortezza di Methoni vista dal mare © Andrea Lessona

La Fortezza di Methoni vista dal mare © Andrea Lessona

La fortezza di Methoni si riverbera nello Ionio, e presidia il Peloponneso. Fondata nel XIII secolo sopra un promontorio delimitato su tre lati dal mare, è sentinella antica di un una delle regioni più importanti e strategiche della Grecia.

Legata alla terra ferma da un ponte in pietra che attraversa un fossato profondo, la cittadella è oggi una delle attrattive storiche della Messinia e del paese omonimo, caratterizzato da un tranquillo porto di pesca, qualche albergo, e qualche taverna in cui si incontrano alcune delle 2500 anime che lo abitano.

Ieri, invece, la fortezza di Methoni era gli occhi di Venezia nella zona: dopo averla occupata, la Repubblica marinara la trasformò in due secoli in una vera e propria città. Ed è per questo che sono venuto qui sfidando il caldo torrido dell’area: volevo scoprirne la storia.

Superato l’ingresso, mi sono trovato davanti una distesa incolta d’erbacce e resti antichi: mura scrostate dal tempo e dall’incuria su cui si intuisce qua e là qualche emblema del Leone di San Marco.

Tra le corse urlate di bambini sfuggiti ai genitori e al rumore assordante di inutili taglia-erba, ho provato a immaginare la foggia della fortezza di Methoni: i veneziani trasformarono questo luogo in una sentinella attenta all’imbocco dell’Adriatico.

Occupato per la prima volta nel 1125, il doge Domenico Michiel fece radere al suolo la struttura bizantina preesistente, e abbandonò la zona. Nel 1206 la Repubblica ristabilì il proprio dominio su Modone – come veniva chiamata dai veneziani la cittadella.

Per quasi trecento anni, la fortezza di Methoni e l’area di Morea fu sotto il controllo di Venezia quando fu presidio e luogo di sosta per i pellegrini in viaggio da Creta e Cipro verso la Terra Santa. Almeno sino al 9 agosto 1500, quando i suoi settemila difensori cedettero alle truppe del sultano Bayazet II.

Poi si dovette aspettare il 1699 prima che la Serenissima potesse riottenere la zona che tenne di nuovo per poco: nel 1714 i Turchi mossero guerra a Venezia e riconquistarono tutta la Morea, che fu ceduta loro definitivamente con la Pace di Passarowitz nel 1718.

Mentre camminavo per il sentiero ho visto i i resti di una cattedrale, di un bagno turco, le fondamenta di dozzine di case e qualche paesaggio sotterraneo. Poi sono arrivato al limite meridionale della fortezza di Methoni dove il mare schiaffeggia le mura. Lì c’è una porta aperta su una strada rialzata che finisce in un isolotto fortificato.

È stata costruita dai turchi nel XVI secolo per rimpiazzare la precedente fortificazione veneziana. In quel tempo veniva usata come prigione e luogo di esecuzione. Oggi è attrattiva nell’attrattiva dove farsi fotografare con lo Ionio come sfondo.

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